“Che ne è della Terra Santa? (…) “Che ne è dei bambini morti? Puoi sentirli piangere“ così denunciava, M. J. Jackson nel 1994

“Che ne è della Terra Santa? (Che ne è di questo?) Divisa dal credo (…)”
Così denunciava Michael J. Jackson, in un brano del 1994.
“Che ne è dei bambini morti? Puoi sentirli piangere? (…)” proseguiva.
Queste domande, non dovrebbero arrestarsi nella nostra memoria, come semplice retorica. Ancora oggi, dovremmo chiederci che ne sia della Terra Santa — ma non in senso spirituale. Chi vi scrive, è un uomo laico.
Poco fa, sfogliavo delle vecchie cartine geografiche dei miei genitori, molto più vecchie di loro (senza offesa), di circa 70 anni, forse più.
La Terra Santa era lì, era la Palestina. Per intero. Non solo Gaza.
Oggi, invece, non è più intera. A causa di quella che chiamano Terra Santa d’Israele.
Quella Terra infatti, è Occidentale. Non è mai stata “Santa”.
La nuova Terra Santa, quella che i telegiornali, i vecchi film TV e le storie durante la nostra formazione elementare ci hanno raccontato. Quella è Israele, è la terra di Dio, di YHWH – (יהוה), in ebraico.
Avete mai visto un film sulla storia dei palestinesi? O un documentario sui nativi di Gaza?
Oh no no. Soltanto dei lunghi film divisi in più parti, lunghi ore, sulla Terra d’Israele, come The Ten Commandments, da cui le terre occidentali dovevano trarre le loro leggi, il loro credo.
In altre parole: dovevano obbedire a Israele.
Breve vicenda di M. J. Jackson
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“Che ne è della Terra Santa?”
Un anno prima di scrivere queste parole, in Earth Song, nel 1993, iniziarono le prime cause contro Jackson per abusi su minori. Il caso coinvolse la stampa americana e legali di origine ebraica, secondo fonti dell’epoca.
Un articolo di Vanity Fair del 1995 (articolo originale qui) riportava che le parole del brano They Don’t Care About Us (scritta nel ’95) si riferissero alla famiglia e all’avvocato che lo accusavano, entrambe di origini ebraiche.
Nella canzone Jackson scriveva:
“Jew me, Sue me”, tradotto letteralmente: “ebreo, citami in giudizio, denunciami”. Come avrete sentito, dalle tante storie che girano online, certamente vere.
Quindi:
- Nel ’93 le accuse infondate di pedofilia, nel ’94 la canzone che cita la “Terra Santa” e nel ’95 la frase contro gli “ebrei”.
Da notare come Michael, solo nei versi in cui parla di bambini, di animali e di Terra Santa, cambia una tonalità, scrivendo “what about it?” anzichè “what about us?” come a mettere l’accento su questi soggetti.
Per ricordarlo, era proprio in quel periodo che Jackson, attraverso la sua fondazione umanitaria, consegnava aiuti umanitari durante i raid occidentali della NATO a Sarajevo, che colpivano civili senza sosta.
Versi Biblici contro Ghazzah – (غَزَّة) – Gaza
Nel contesto biblico (antico e nuovo testamento), i testi sacri sono scritti per il popolo ebraico in quanto tale. Il resto dei popoli, veniva definito “Goyim” (גויים) o “Non ebrei/Gentili”:
Isaia 2,4 – parla di Dio che giudicherà “le nazioni” e le guiderà verso la pace.
Eppure, nemmeno il culto nazista creò una religione alla pari del culto ebraico, dove la “stirpe di dio” era al di sopra degli altri uomini. Si, proprio così. Il Vecchio Testamento infatti, era rivolto quasi esclusivamente al popolo d’Israele.
Non sarebbe razzista, oggi, questo? Eppure i Testi Sacri sono legali, anzi, Sacri.
Salmo 2,1 – si menzionano le nazioni (Gentili) che si ribellano contro Dio e il suo popolo.
Il Nuovo Testamento, pur partendo dagli ebrei, fu scritto con l’intento di diffondere il culto ebraico anche ai non ebrei (Gentili), aprendosi a un pubblico più universale. Il che, oggi suonerebbe come una colonizzazione culturale.
Matteo 28,19 – “Andate e fate discepoli di tutte le nazioni” (Gentili).
Esistono passaggi biblici di “profezie” contro i Filistei (Palestinesi), con immagini di distruzione della terra e delle città costiere come Gaza, Asdod, Ascalon, Ekron.
Geremia 47:1‑7 – “(…) prima che il faraone occupasse Gaza… Ecco (…) diventano un torrente che straripa… (…) è arrivato il giorno in cui saranno distrutti tutti i Filistei… il Signore infatti distrugge i Filistei…”
Terra di Satana, altro che Santa.
Una “profezia” che vuol sembrare una profezia, è soltanto un modo per proferire qualcosa e abituare, o abituarci, a qualcosa che sarebbe accaduto. Come ha fatto e fa ancora oggi, l’industria dell’intrattenimento.
Amos 1:6‑8 –“Manderò il fuoco sulle mura di Gaza che divorerà i suoi palazzi (…) Taglierò gli abitanti di Ashdod (…) volgerò la mia mano contro Ekron, e il resto dei Filistei perirà”»
Che queste “profezie” abbiano influenzato o meno l’immaginario collettivo, è un fatto certo. Che si siano utilizzate a vantaggio “biblico” dell’occidente, è altrettanto certo.
Chiudo con le parole di Michael (brano qui)
“Che ne è dei bambini morti? Puoi sentirli piangere” Dove abbiamo sbagliato? Qualcuno mi dica perché”
“Che ne è dei ragazzini? (Che ne è di questo?)” Che ne è della loro gioia? (Che ne è di questo?)”
“Che ne è della Terra Santa? (Che ne è di questo?) Divisa dal credo (…). Che ne è dell’uomo che piange? (…) Che ne è di Abramo?”
“Che dire della morte? (…) Ce ne importa qualcosa?”
Se partiamo dalla domanda che ci siamo posti — “Che ne è della Terra Santa?” — la risposta dovrebbe venirci a mente. Perché è stato tutto previsto. E’ stato tutto scritto. E su nessun manuale “Sacro”.
E’ l’abbiamo visto in diretta per 2 anni. Ed era reale.
Ma come mai, questo era previsto in dei Testi Biblici vecchi di 3000 anni?
La risposta, sarebbe più lunga di qualsiasi articolo. E io, di certo non scrivo bibbie. Ve ne parlerò prima o poi.
Che ne è della Terra Santa, allora?
Bruciata. Dal suo Creatore. Non Dio. L’Occidente.
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